Supporto fisico
- Supporto:
- 33 rpm
- Collocazione:
- 0 A
- Stato di conservazione:
- Buono
Tradizionale Sarda
categoria Tradizionale Sarda
genere Miscellanea
Registrazioni originali di Alan Lomax e Diego Carpitella. SARDFGNA Solco 3 33) MUTTETTUS Voci maschili con launeddas; Pianura del Campidano 1951, reg. Giorgio Nataletti Le launeddas, diffuse nella pianura centrale della Sardegna, sono strumenti a tiato, costituiti da tre canne ad ancia battente, due legate insieme ed una libera. Le guance del suonatore sono usate come mantice, si respira esclusivamente con il naso, e chi ha molto esercizio può suonare. senza interruzione, per ore ed ore. Il tumbu (il tubo più lungo) alimenta un pedale basso ed è collegato alla mancosa (tubo medio) che ha quattro buchi rettangolari ed un'altra piccola apertura (arrefinu) le cui dimensioni possono essere modificate con un po' di cera per variare il suono. Il terzo tubo. il più piccolo (manccsedda), tenuto nella mano destra, suona la parte principale e la melodia. Assieme formano un concerto e producono una polifonia variata, antica, splendida. Non si sa nulla di preciso sulle origini delle launeddas. In Sardegna sono però state ritrovate statuette preistoriche in bronzo di suonatori di questo strumento. Lo strumento è simile all'argul egiziano ed era conosciuto anche presso i Fenici, i Greci e i Romani. Oggi si suona in occasione di processioni, balli e per accompagnare canti d'amore e religiosi, come questo in onore di Santa Arrega. 34) BALLO SARDU Flauto di canna e chitarra; Sinnai 1951, ibid. (29) Questo girotondo sardo, di antica origine, una volta considerato magico nelle sue funzioni, assomiglia ai saltus romani, alle sardane catalane, ai kolo slavi, ai branles francesi, ecc. In alcune occasioni dura molte ore, non deve essere interrotto ed è composto da un ampio schema di figure. La musica può essere cantata o suonata sulle launeddas o su un solittu (flauto) con accompagnamento di chitarra. Figurine di suonatori di solittu sono state ritrovate nei nuraghi, costruzioni caratteristiche della prei- storia sarda. Il solittu è un semplice flauto, aperto in fondo, fatto di canna o legno ed a volte coperto di pelle di serpente. La presenza della chitarra potrebbe indicare la penetrazione della cultura spagnola nell'interno dell'isola. 35) SU DURU, DURU Voci femminili; Aggius (?) 1951, ibid. Il ritmo del ballo tondo è usato anche per ninnare i bambini e per insegnare loro il ritmo del ballo prima ancora che sappiano camminare. Esso ricorda la musica gaelica. Il testo, parla di ciò che pensa una contadina mentre sbriga le faccende quotidiane. Derisi andene a casa / chi tascau in mios manos / tenzeis una crabonaza / de debingos / e ingannos / si bigiano los pannos / lungentes che y sa seda / tengu s'allegria plena / Diliriliri in della. E y s'ora e sa funtana / e madoppa una yana / pò lanzare su cadinu e madoppa su vqinu sal- bayanas cristianas cumadare las cheria / tottu pro s'anima mia. 36) SA BOGHE IN RE (MUTTi (?)) Due voci maschili con chitarra; Nuoro 1951, ibid. Lo stile classico del canto popolare sardo, qui registrato, è strettamente collegato al canto hondo spagnolo e potrebbe essere la testimonianza musicale della dominazione spagnola in Sardegna, durata per circa 400 anni. Sia il cantante che il chitarrista sono dei virtuosi capaci di improvvisare parole ed accompagnamento, ed anche di cambiare chiave a meta del brano. In realtà, il tratto più curioso di que- sto stile è che il secondo cantante deve talvolta iniziare alla dominante ed il suo compagno ritornare alla tonica. Il testo del disco contiene la prima stanza e mezzo dell'inizio dell'improvvisazione dei due cantori. 37) SU TENORE Quattro voci maschili: Orgosolo 1955, reg. Diego Carpitella, Franco Cagnetta. In Barbagia, nel nord-est dell'altipiano centrale, vi sono comunità pastorali le cui origini sono antichissime. Esse, forse, non furono mai conquistate dai Romani e, sino a tempi recenti sono rimaste legate ad alcune antiche usanze quali: la disamistade (faida), la bardana (incursione tribale), la famiglia numerosa, l'idea della proprietà comunale della terra e, soprattutto per la musica, l'antico stile polivocale. Tutta la musica barbaricina tradizionale è vocale e polifonica. Il tipico Su tenore inizia con una voce di tenore di un sa boghe (capo) che vien poi accompagnata da una mesa boghe (voce media), da una contra e da una bassu (voce bassa). I bassi cantano un ritornello ritmico che consiste di sillabe come bim-ba-rà, bi-rim-bò, bim-bo-rò, ecc. A volte il loro timbro vocale imita suoni di animale. Unico in Italia, anzi in Europa, questo evoca i santi affinché lo proteggano .· Questo stile canoro ha affinità afro-asiatiche. Il fatto che questa comunità preistorica canti in una complessa polifonia, di terze neutre e settime indica chiaramene che la polifonia, in una forma ben sviluppata, esisteva già nel canto popolare europeo prima che si svilppasse la poivocalità ecclesiastica. Testo: Ea -. Aa -. Ba-, Bi -. / Mi las ponzo in su lettu / cal'appu dadu a tie. / si m'apperi su coro, / si m'apperi su pettu, non mi in'de azapp' ancora. / E-la, ecc. / Dormi dormi, Letizia, / dormi fin' a manzano / in su barcuzzu oro. / O dormi dormi, Letizia, / si t'ere in sa manu / commente di appu in coro / ita bella delizia. Testo: Ho lasciato i miei sogni nel tuo letto / perché li avevo dati a te. / Se tu aprissi il mio cuore se tu aprissi il mio petto / non li troveresti più. / Dormi, dormi, Letizia / dormi, dormi, sino a domani / nella tua piccola barca dorata. / Dormi, dormi, Letizia, / se li tieni nella tua mano / il mio cuore ne è tanto commosso. / che bella delizia! 38) SU TENORE A BALLU Quattro voci maschili: ibid. Questi canti, molto spesso, sono depositari di storia comunitaria e di abitudini, ma, poiché questa è una tradizione vivente, poeti folclorici moderni aggiungono, costantemente, al repertorio nuovi canti. In uno dei moderni Su Tenore, un minatore, espone tutta la sua filosofia Testo: Sos artigianos biddas e cittades / hana costruttu istradas e pontes / non sunu cristos, marchesis nen contes / ch'an tribagliadu in tottu sas etades. / Lunghes de gas e d'elettrizitade / acquedottos, pottabiles fontes / han pro s'artigianos mottu e vida / d'ogni bidda e cittade costruida. Cuncertos musicales, mandolinos / cinemas e teatros e canotres / ristorantes, cunfettos e licores / passizadas e publicos zardinos / sigaros, sigarettas e luminos / festas, fieras, caddos curridores / siat tantu de mente che de manos opera tott'est e sos artigionos. Carrozzas, automobiles, tranvias / bastimentos piroscafos navales / telegrafos, cun posta e giornales / macchinismos, veloces ferrovias / incisiones e fotographias/ casteddos monumentos eternales / cant'in su mundu d'art esistit tottu / fattu at su veru Cristu non connottu. Come nel trallalero ligure molti Sos Tenores sono formati da uno o due versi sui quali vie- ne eretta una complessa costruzione polifonica con effetti vocali e ritmi vari. Spesso grup- pi di pastori danzano cantando e cingendo con e braccia le spalle dei compagni. 39) BALLU SARDU Launeddas: Cagliari 1951. reg. Giorgio Nataletti. In questo esempio le launeddas, lo splendido strumento polifonico dell'antico mondo mediterraneo danno una dimostrazione delle loro magnifiche possibilità esecutive.