Musicisti sardi

Sea poems for sax

di Claudio Melis Elia Casu MMarie Maria Lahtela Miranda Sandvik (esecutore principale)

Mraxani , 2026(casa discografica)

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Lista brani

#
Pulsante Play/pausa
Titolo
Durata
01.

Clara Leaves

Claudio Melis, Elia Casu, MMarie, Maria Lahtela, Miranda Sandvik
0:01:51 (approx)
02.

Wet wool

Claudio Melis, Elia Casu, MMarie, Maria Lahtela, Miranda Sandvik
0:02:31 (approx)
03.

Poseidon's prank (feat. Elia Casu

Claudio Melis, Elia Casu, MMarie, Maria Lahtela, Miranda Sandvik
0:02:43 (approx)
04.

Water palace (feat. MMarie)

Claudio Melis, Elia Casu, MMarie, Maria Lahtela, Miranda Sandvik
0:01:31 (approx)
05.

Ballo tondo

Claudio Melis, Elia Casu, MMarie, Maria Lahtela, Miranda Sandvik
0:01:29 (approx)
06.

Lullaby

Claudio Melis, Elia Casu, MMarie, Maria Lahtela, Miranda Sandvik
0:01:50 (approx)
07.

Sardinian dance

Claudio Melis, Elia Casu, MMarie, Maria Lahtela, Miranda Sandvik
0:01:42 (approx)
08.

Hypnosis

Claudio Melis, Elia Casu, MMarie, Maria Lahtela, Miranda Sandvik
0:01:32 (approx)
09.

Placenta

Claudio Melis, Elia Casu, MMarie, Maria Lahtela, Miranda Sandvik
0:01:11 (approx)

Informazioni

Supporto fisico

Supporto:
CD
Stato di conservazione:
Ottimo

Dati album

Casa discografica:
Mraxani
Numero di catalogo:
ML 002
Anno di edizione:
2026
Luogo di registrazione:
Mraxani Label Studio -
Tecnico di registrazione:
Elia Casu; Claudio Melis

Note

Sea Poems for Sax ci consegna una manciata di composizioni scritte e interpretate da Claudio Melis che, dopo alcuni anni trascorsi nelle fredde lande del Nord Europa, ha deciso di tornare nell’isola con un bagaglio di esperienze e suggestioni che saranno utili nel prosieguo della sua carriera. Claudio Melis è un musicista a tutto campo che, oltre a trovare immenso piacere nel comporre, si diverte a suonare tanti strumenti: sax alto e soprano, basso, chitarra e tutte le possibilità offerte dall’elettronica, che utilizza sempre con la giusta parsimonia. Il disco è diviso in due parti unite idealmente nel fare riferimento all’acqua, un elemento che ha conosciuto nelle lunghe notti finlandesi e che ha potuto ritrovare nella sua isola: qualcosa che dobbiamo sforzarci di immaginare non solo nella sua essenza fisica, ma come veicolo di emozioni, come contenitore di ricordi, magie, sensazioni. I quattro brani che compongono la prima parte (Side A), soprattutto Clara Leaves e Wet Wool, ricordano certi scenari postromantici tanto cari a Claude Debussy, e sono caratterizzati da una velata malinconia di fondo che si disperde nei paesaggi immaginari creati dalle voci dei sax. Una sorta di madeleine proustiana che rimuove ricordi e spazia nei meandri del nostro inconscio, nella quale si percepisce una sgranata sensazione di spazialità molto cinematica, come possibili colonne sonore di film ancora da inventare e una sceneggiatura tutta da scrivere. Poseidon’s Prank continua nella stessa direzione ma con un mood più contemporaneo, grazie alla presenza di un bordone che rende tutto più elettrico e vibrante. Water Palace, che chiude la prima parte, ci riporta a suggestioni di chiara ispirazione nordica, a lunghe e fredde notti senza fine. Le quattro tracce della seconda parte (Side B) sono di matrice più sperimentale, improvvisata e sembrano provenire dalle lontane esperienze della creative music del secolo scorso: forse Braxton o il primo Leo Smith, ma anche altre deviazioni che arrivano dal parterre più esoterico della musica contemporanea come Giacinto Scelsi (citato non a caso dallo stesso Melis). Titoli come Ballo Tondo e Sardinian Dance lasciano presagire un rimando alla tradizione isolana che in realtà avviene con una certa distanza di fondo, con uno sguardo obliquo e laterale che obbliga l’ascoltatore a uno sforzo di profonda ricerca interiore. Operazione che diventa folk immaginario o meglio folk concettuale in quanto lascia a ogni fruitore infinite possibilità di interpretazione: l’isola è solo un lontano ricordo, uno stato d’animo. Lullaby è un brano rarefatto e sofferto, molto materico: si percepisce l’aria che esce dagli strumenti, il fiato e il respiro, e il suono è allo stesso tempo materia e idea, concreto e astratto. Stesse sensazioni che ritroviamo in Hypnosis, in cui appare in dissolvenza lo spettro del primo John Surman e lontani paesaggi avvolti dalla nebbia. Il cerchio si chiude con Placenta che segna un ritorno alle origini, in quella che possiamo immaginare sia la percezione del suono quando ci si trova immersi e circondati dall’acqua, sia quella del ventre materno così come quella della profondità degli abissi. Oltre a Claudio Melis al disco ha partecipato la seconda volpe Elia Casu e la famiglia si è allargata per l’occasione a MMarie (Maria Boidin), Maria Lahtela e Miranda Sandvic. Il tutto disponibile in digitale e persino in formato CD che verrà stampato solo su richiesta: scelta caldamente consigliata per apprezzare al meglio la magia di questi suoni e le ottime grafiche realizzate sempre dalla Mraxani. Come si faceva una volta…(https://www.sascena.it/claudio-melis-sea-poems-for-sax/)

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